La Dolceterra Novarese

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Prato Sesia

Prato Sesia

L’itinerario alla scoperta di Prato Sesia che proponiamo inizia da piazza Europa, di fronte la quale si può notare la chiesa parrocchiale di S.Bernardo, esistente fin dalla metà del ‘300 ma barocchizzata tra il ‘600 ed il ‘700. All’interno, di particolare rilevanza, troviamo l’altare di S. Giuseppe con una pala lignea di Pietro Renolfi databile tra il 1590 ed il 1632 raffigurante la Natività; la cappella del Rosario sulla cui volta spiccano gli affreschi dell’assunzione della Vergine, nei pennacchi le virtù, sull’altare i misteri del Rosario, tutti realizzati nel 1718 da Tarquinio Grassi, sopra l’altare è posto il dipinto della Madonna che dona il Rosario a S. Domenico, opera del 1648 di Giacinto Giminiani; la cappella del Crocifisso, del 1872, che custodisce un crocifisso venerato a seguito di un miracolo verificatosi nel 1760; degni di nota sono anche gli stucchi settecenteschi posti un po’ ovunque sulle volte della chiesa. Esternamente vi è la cappella di S. Marta con affreschi della fine del ‘500 raffiguranti S. Francesco che riceve le stimmate e, nelle lunette, i dodici apostoli. Usciti ed imboccata via de Amicis fino al termine giungiamo all’Oratorio della Beata Vergine della Quercia (1646), al cui interno spicca un dipinto della Madonna della Quercia con S. Giovanni Battista, S. Michele Arcangelo ed il committente, Giovanni Viocca, opera del già citato Giminiani. Proseguendo poi per via Garibaldi entriamo nel cuore antico di Prato Sesia, il rione di Prato Vecchio e,dopo aver attraversato un caratteristico arco di pietra, in 10-15 minuti giungiamo fin sulla sommità della collina di Sopramonte. Qui scopriamo i resti di un antico castello trecentesco e, poco più in là, una torre dalle poderose mura, databile tra l’XI ed il XII secolo, simbolo del paese. Tra i resti del castello e la torre vi è poi una chiesetta dedicata alla natività della Vergine che custodisce un affresco della seconda metà del ‘400 raffigurante S. Sebastiano e il Santo Vescovo, forse S. Gaudenzio, opera di Iohannes de Campo. Superata la chiesa si può godere di uno splendido panorama dell’abitato, delle Alpi e del monte Fenera. Ritornando sui nostri passi e svoltando a sinistra al secondo bivio che troviamo, ridiscendiamo verso l’altro rione storico di Prato Sesia, Prato Nuovo. Giunti finalmente al termine della discesa proseguiamo in linea retta verso la stretta via Molino da cui, oltrepassato un ruscello, potremo ammirare uno dei pochi mulini rimasti nella zona. Torniamo ora un poco indietro ed immettiamoci in via Fra’ Dolcino, intitolata al celebre eretico cantato da Dante che pare sia nato proprio a Prato Sesia. Percorrendo la via facciamo ritorno a piazza Europa. Poco distante sorge l'Oratorio di S. Sebastiano, risalente, in forme romaniche, almeno al XV sec.,  ma quasi interamente rifatto nel 1730 al cui interno vi è un affresco della Vergine con il Bambino del '400 di Tommaso Cagnoli; ai lati di questa S. Sebastiano e S. Giulio. Degna di nota è anche la cappella di S. Marco, sita in mezzo alle campagne parallelamente a via Matteotti, con affreschi del ‘700 raffiguranti la Vergine Assunta, S. Marco e S. Defendente.